di Elena Capone
Le
atmosfere di Cavallini sono quelle del ricordo, della reminiscenza di un passato
vissuto che ritorna a parlare di sé con un tono vagamente malinconico, ma
elegante, fiero. Il
cromatismo prevalente è quello del blu che diventa grigio ghiaccio, corretto da
un rosa tenue o dal verde cupo, nelle composizioni di paesaggio.
La figura umana è rappresentata in nudi possenti, nella tradizione
naturalistica di Courbet, per ricordare l’amore e l’attaccamento alla vita
terrena, ma le contorsioni accennate rievocano quelle molto più esasperate di
Schiele, in una continuità inscindibile tra fisico e psichico.
Fanno
,la loro silenziosa comparsa anche presenze fantasmatiche, invisibili eppure
quasi tangibili, “indossano” scarni vestiti e disegnano lo spazio vuoto
della memoria più lontana. La
stesura pastosa del colore va a delimitare superfici dense e compatte che
catturano la luce esterna e la spandono su tutta l’area dipinta creando, a
partire dalla materia, un’unità unica emozionale e di pensiero. Di
grande contenuto metafisico è il motivo della natura morta con sedia. Qui, pur
in assenza della figura umana, gli oggetti, la sedia stessa e gli eventuali
indumenti sopra adagiati (una o più giacche, un cappello, una borsa da
viaggio), parlano di un uso, di un’azione che è stata e che è ancora
possibile, della vita ancora presente, appena allontanatasi o in procinto di
ritornare. L’artista però non si ferma a questo: la giacca è anche un po’
irrigidita in una auto-rappresentazione di sé, accentuata dalla prospettiva un
po’ futurista del sedile della sedia, talvolta troppo aperto rispetto allo
schienale, ma efficace nell’intenzione di mostrarsi nella sua interezza. In
alcune opere è espressa una tacita richiesta di riposo che denuncia la
tentazione di abbandonarsi un po’ dopo la fatica di un lungo viaggio.
Cavallini ci riporta così all’esigenza di un concettualismo, già presente
nella tradizione post-impressionista inaugurata da Cezanne.
I paesaggi della campagna toscana sono attraversati da un movimento spesso
impetuoso a denunciare una grande spinta emotiva dall’interno, verso e
attraverso l’esterno.